
Domande frequenti sulla riproduzione assistita
Una volta arrivate/i in clinica, il nostro personale di accoglienza vi riceverà alla reception, vi chiederà la carta d’identità o un documento valido per farne una copia e vi inviterà a compilare un questionario con i vostri dati personali e a firmare il consenso relativo alla protezione dei dati. Tutto questo è necessario perché la dottoressa possa aprire la vostra cartella clinica.
In consulenza esporrete il vostro caso e, insieme alla dottoressa, si definirà quale trattamento sia più indicato per voi. Vi indicherà anche quali esami dovrete eseguire e, una volta ottenuti i risultati, si confermerà il percorso che meglio vi aiuti a raggiungere l’obiettivo della gravidanza.
Al termine della prima visita informativa, il nostro team di attenzione al paziente vi consegnerà il preventivo indicato per il vostro caso insieme all’elenco degli esami richiesti dalla dottoressa. E risponderà a tutti i dubbi che possano sorgere.
Per iniziare il trattamento non c’è lista d’attesa: è sufficiente avere eseguito le analisi e gli esami raccomandati dalla dottoressa. Durante la consulta de resultados planificaréis con la doctora los siguientes pasos para comenzar el tratamiento en tu próximo ciclo.
Anche nei trattamenti di ovodonazione non c’è lista d’attesa. Solo nei casi con caratteristiche fenotipiche rare e molto specifiche o quando si esegue il test di compatibilità genetica è possibile che l’avvio del ciclo si posticipi leggermente.
Quando contatterete Love Fertility Clinic, il nostro personale di attenzione al paziente vi assisterà telefonicamente per offrirvi il primo appuntamento disponibile compatibile con i vostri orari. La visita potrà essere in presenza, in videochiamata WhatsApp o su Skype e sarà sempre con una professionista del nostro dipartimento medico.
I dati personali richiesti per l’appuntamento saranno: nome e cognome, data di nascita, documento d’identità, numero di telefono e/o e‑mail e come ci avete conosciute/i. Vi verranno inoltre poste alcune domande personali per annotare se avete effettuato trattamenti precedenti o se ci sono stati gravidanze in passato. Vi raccomanderanno di portare alla prima consulenza eventuali esami ginecologici e analisi con data non superiore a un anno, così che possano essere valutati dalla nostra équipe medica.
Dopo la prima visita informativa, il passo successivo è eseguire le analisi e gli esami indicati dalla dottoressa. A seconda del tipo di esami, considerate che i risultati possono richiedere circa due o tre settimane.
Una volta ottenuti tutti i risultati, effettuerete una visita di restituzione con la dottoressa. In quell’appuntamento programmerete il ciclo e potrete risolvere tutti i dubbi sorti prima dell’inizio.
Nel caso di stimolazione ovarica e prelievo ovocitario (pick‑up) è consigliabile evitare esercizi ad alto impatto. Questo perché le ovaie raggiungono dimensioni maggiori del normale e c’è un rischio, seppur basso, di torsione ovarica. In ogni caso è possibile condurre vita normale evitando questo tipo di attività.
Per quanto riguarda il transfer, non è indicato alcun tipo di riposo. Anni fa si raccomandava il riposo relativo a tutte le pazienti, ma gli studi più recenti hanno dimostrato che non vi è alcun beneficio.
Se non compaiono sintomi non bisogna preoccuparsi. Non tutte le donne sono uguali e ciascuna può avere sensazioni diverse in gravidanza; inoltre, a meno di due settimane dal transfer è presto perché il corpo generi segnali evidenti. La cosa migliore è attendere la beta hCG in sangue.
È normale sia non avere alcun sintomo sia percepire diverse sensazioni. I più comuni sono gonfiore e fastidi addominali, stanchezza, tensione mammaria…
A volte possono comparire anche piccole perdite di sangue, che spaventano molte pazienti. Subito dopo il transfer può esserci un lieve sanguinamento dovuto al passaggio del catetere attraverso il collo dell’utero. Se compare più avanti, durante l’attesa della beta, le cause possono essere diverse. Se la perdita è scarsa, manteniamo la calma: potrebbe trattarsi dell’impianto.
Se i sintomi persistono o se le perdite diventano abbondanti e simili a una mestruazione, la cosa più importante è continuare con la terapia farmacologica indicata dalla dottoressa e informare il nostro team di attenzione al paziente, che parlerà con la dottoressa perché vi contatti. Se necessario, fisseremo una visita per valutare la situazione e spiegarne la causa.
Lo stesso vale se, dopo una beta positiva e fino all’ecografia successiva, dovessero comparire perdite.
Vi consigliamo sempre di eseguire la beta hCG in sangue nella data indicata dalla vostra dottoressa: farla troppo presto può dare falsi negativi. Durante l’attesa della beta è fondamentale proseguire la terapia prescritta e non sospenderla finché non ve lo indicherà la dottoressa.
Dopo la prima consulenza e la visita di risultati e programmazione (che talvolta può essere telematica) si avvia il trattamento, di solito con la mestruazione. A seconda del percorso scelto saranno necessari più o meno controlli ecografici.
In generale, in un trattamento di FIVET sono necessari 3–4 controlli ecografici. Inoltre, dovrete venire per il prelievo ovocitario (pick‑up) — di solito l’unico giorno per cui serve il certificato di malattia — e 5 giorni dopo per il transfer embrionario.
Per un trattamento di ovodonazione in genere sono sufficienti 1–2 controlli ecografici, oltre al giorno del transfer.
In laboratorio si possono applicare diverse tecniche per migliorare i risultati nei cicli di riproduzione assistita: da procedure come la ICSI (microiniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi), a filtri specifici come il Fertile Chip® per ridurre la frammentazione del DNA spermatico, fino all’uso di incubatori Time‑Lapse (Embryoscope) per uno studio più preciso dello sviluppo embrionario. Ogni tecnica ha indicazioni personalizzate e verrà proposta dalla nostra équipe medica ed embriologica quando utile nel vostro caso.
Il tasso di successo di un trattamento dipende da molti fattori, tra cui l’età dei/delle pazienti (in particolare quella della donna), la riserva ovarica, il campione seminale e il tempo trascorso cercando la gravidanza. In base al trattamento indicato e ai fattori prognostici associati si può stimare una probabilità di successo, sempre personalizzata sulle caratteristiche di ciascuna/o.
Molte pazienti hanno dubbi e timori riguardo alla stimolazione ovarica nella FIVET. È importante chiarire che si tratta di un trattamento di breve durata (circa 10 giorni) e che gli ormoni utilizzati sono gli stessi prodotti in un ciclo naturale (FSH e LH), solo a dosi più alte per ottenere una risposta maggiore da parte delle ovaie; non devono quindi provocare effetti collaterali gravi.
Tra i fastidi più frequenti durante i giorni di stimolazione vi sono gonfiore e senso di peso addominale, cambiamenti dell’umore e, in alcuni casi, un lieve aumento di peso per ritenzione idrica.
Tutti questi effetti scompaiono al termine della terapia e, dopo qualche giorno, le ovaie tornano alla normalità e l’eccesso di liquidi si riassorbe.